Le origini di Peagna - Comune di Ceriale (SV)

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Cenni storici su Peagna

Peagna

La Frazione di Peagna fu dimora di antiche e nobili famiglie quali i Girardenghi, i Genta e gli Arduini. Caratteristico è il suo borgo medioevale con la vecchia Chiesa di San Giovanni Battista, di origine trecentesca. Questa antica chiesa è il monumento più importante di Peagna. Situato nei pressi del cimitero, l'edificio, fu eretto nel territorio della frazione di Capriolo. Troviamo notizie di questo antico borgo negli Statuti del 1288, si può quindi dedurre che la costruzione dell'edificio risalga ai secoli XIII - XIV. La parrocchia attraversò un periodo di splendore tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, quando fu vescovo di Albenga Leonardo MARCHESE. Colto esponente del clero locale curò la decorazione interna della chiesa e la elevò a Rettorato. La chiesa restò attiva fino alla costruzione della nuova parrocchiale nel centro di Peagna, il paese che si formò dall'unione dei molti borghi che si trovavano nelle vicinanze tra cui: Antio, Beverello, Paerno, Borbena e Capriolo. Nel corso dei secoli l'edificio ha subito numerosi rifacimenti ma ha conservato il classico impianto romanico a capanna. La base in pietra del campanile, rifatto in epoca barocca, ha mantenuto la forma originaria. All'interno si trovano interessanti testimonianze artistiche risalenti ai secoli XV - XVI. Al centro del soffitto del presbiterio è raffigurato un Cristo Benedicente e sulle vele della volta a crociera i quattro evangelisti. Tra gli affreschi meglio conservati, la Madonna del Latte e Sant'Antonio Abate risalente al 1504.

L'attuale Chiesa parrocchiale, situata al centro del borgo, risale al secolo XVIII e recupera movenze di stile barocchetto.

Il nome Peagna derivante da peda nea (passaggio o guado), è dovuto al torrente ai margini del quale sorge la fonte Anthia. Secondo la tradizione, il borgo accolse, in zona più salubre, gli abitanti di Capriolo, abbandonato per un'invasione di formiche rosse, avvenuto nel tardo Medioevo.

Nella Frazione Peagna si trova il museo paleontologico " Silvio Lai ". E' un museo tematico decentrato che permette la conservazione dei fossili raccolti nell'area della Riserva naturale regionale del Rio Torsero, il loro studio e la divulgazione delle particolarità naturalistiche, soprattutto paleontologiche, dell'area. All'interno sono inoltre custodite ed esposte, oltre ad esemplari della collezione paleontologica dell'Università di Genova, numerose raccolte e collezioni private riferite al Pliocene Ligure. Nel Museo è stato allestito un laboratorio dove i campioni raccolti nei giacimenti del Rio Torsero vengono preparati, classificati e catalogati.

In esso si può procedere all'estrazione ed alla preparazione dei macrofossili ed alla confezione di sezioni sottili e dry-peels che daranno la possibilità di osservare e studiare le microfaune presenti e la tessitura delle rocce che le inglobano. E' inoltre presente un mulino colloidale per disgregare la roccia, un setacciatore che consente di fare analisi granulometriche o di estrarre i microfossili ed un calcimetro per eseguire analisi calcimetriche e dolomimetriche.

Completa la dotazione di questo laboratorio un modernissimo microscopio ottico che consente l'osservazione macroscopica delle rocce e l'analisi delle sezioni sottili,grazie ad una telecamera a circuito chiuso incorporata nel microscopio, è possibile trasmettere ad un monitor le immagini ingrandite. I visitatori possono così vedere da vicino i procedimenti attraverso i quali i fossili vengono estratti e preparati per lo studio.

L'area della Riserva Naturale del Rio Torsero a poco più di un chilometro dalle spiagge di Ceriale, è nota agli studiosi italiani e stranieri per la ricchezza in numero e specie e lo straordinario stato di conservazione dei fossili pliocenici. Questi organismi, soprattutto molluschi, vivevano nell'antico oceano ligure-piemontese in un periodo compreso tra 5,2 e 1,8 milioni di anni fa. La Riserva è stata istituita nel 1985 non solo per tutelare ma anche valorizzare il patrimonio paleontologico e naturalistico dell'area e diffonderne la conoscenza.

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